Da sempre come Azione sosteniamo la necessità di avere una Europa forte e oggi come non mai abbiamo bisogno di un’Europa unita nel rispondere a Trump sulla Groenlandia e sui dazi utilizzati come strumento geopolitico per far desistere dal difendere il diritto dei groenlandesi di decidere il proprio futuro in autonomia. L’Artico è e diventerà sempre più strategico per la geopolitica ed è per questa ragione che è giusto che la Nato si muova tempestivamente ma è cosa ben diversa da ritenere la Groenlandia un territorio americano.
Carlo Bordoni, Responsabile Organizzazione di Azione Como, Responsabile Provinciale di Azione Sondrio e membro della Segreteria Regionale, dichiara “è venuto il momento per l’Unione Europea di prendere coraggio e di rispondere alle minacce di Trump con fermezza e determinazione.
Non sono accettabili le mire espansionistiche del Presidente Trump così come i dazi utilizzati come arma politica contro i propri alleati storici, a quei dazi dobbiamo rispondere con fermezza e determinazione perchè altrimenti si continua in questa spirale per la quale a Trump è concesso tutto e questo non va bene soprattutto per la stabilità dell’alleanza atlantica che deve poggiarsi sulla base del rispetto reciproco.
Ritenere necessaria una maggiore presenza della Nato nell’Artico è giusto ma è cosa ben diversa da avere mire espansionistiche, e se da un lato dobbiamo garantire la sicurezza dell’Artico dall’altro dobbiamo assolutamente far valere il diritto dei Groenlandesi a determinare il proprio futuro in autonomia senza pressioni. In questo contesto l’Unione Europea non può comportarsi come avvenuto negli scorsi mesi dove si è di fatto genuflessa alle volontà del Presidente Trump ma deve rispondere con la diplomazia ma anche con la fermezza che caratterizza doverose contromisure economiche come, ad esempio i dazi applicati alle big tech. In questo contesto poi è doveroso procedere a passo svelto a una maggiore integrazione europea e riformare la struttura dell’Unione Europea che deve assolutamente mettere in comune politica estera e di difesa. Non possiamo permetterci ulteriori perdite di tempo nella costruzione della federazione europea”.

