In un momento di grave incertezza per l’obiettivo globale delle “emissioni zero”, la Rimozione dell’Anidride Carbonica (RAC) basata sul biochar è destinata a rimodellare il mercato globale del carbonio.
Il biochar è un materiale carbonioso ottenuto per degradazione termica; è il sottoprodotto risultante dai processi di pirolisi o gassificazione di biomasse vegetali.
I nuovi accordi di RAC sono paralleli ai contratti di acquisto di energia, quelli che hanno guidato finora la crescita esponenziale delle energie rinnovabili.
Mentre una volatilità senza precedenti continua a gravare sul mercato globale del carbonio, la rimozione dell’anidride carbonica si è affermata come strumento indispensabile per il raggiungimento degli impegni climatici aziendali. Con l’avvicinarsi delle scadenze mondiali per l’obiettivo “emissioni zero”, le industrie si stanno sempre più orientando verso i sistemi di RAC, al posto dei “crediti di emissione”.
Proprio come le energie rinnovabili 20 anni fa, la RAC è una tecnologia consolidata ma ancora sottoutilizzata, che comporta ingenti costi e offre rendimenti incerti. Ma con le innovazioni odierne, il settore è pronto per una crescita esponenziale.
La tecnologia alla base dei progetti di RAC più accessibili è la pirolisi, che trasforma i rifiuti agricoli (e altri materiali organici) in un composto chiamato biochar, sequestrando il carbonio che altrimenti verrebbe rilasciato nell’atmosfera attraverso la decomposizione. Come le energie rinnovabili, la tecnologia della pirolisi esiste da decenni, ma fino a poco tempo fa era considerata troppo rischiosa per investimenti su larga scala. Oggi però la rimozione dell’anidride carbonica è a una svolta.
I progetti ad alto volume dominano già il nascente settore del biochar. Nel 2024 i primi cinque progetti erano responsabili da soli del 78,6% del volume di carbonio assorbito. I prossimi grandi progetti si espanderanno rapidamente fino a diventare giganti del settore, ottenendo miglioramenti incrementali dei costi nel processo. Appena i primi operatori avranno dimostrato il successo della cosa, i costi dei prestiti diminuiranno e la domanda aumenterà, innescando un circolo virtuoso di investimenti e crescita.
Il biochar non è l’unica tecnologia di rimozione dell’anidride carbonica, ma nessun altro approccio è in grado di ottenere un aumento così rapido degli investimenti.
I crediti di rimozione dell’anidride carbonica di alta qualità diventeranno scarsi con l’avvicinarsi delle scadenze aziendali per l’obiettivo di zero emissioni nette. Sulla base dei progetti annunciati, si prevede che la fornitura annua totale di crediti di carbonio raggiungerà i 33 megatonnellate di CO2 entro il 2030. Intanto, gli acquisti di crediti con RAC sono aumentati del 750% dal 2022 al 2023, e oggi hanno già superato il totale dell’anno precedente.
La domanda è destinata a crescere nei prossimi anni, man mano che le aziende cercheranno di rispettare i propri impegni provvisori in materia di RAC.
Quando i primi progetti avranno trasformato il mercato della rimozione dell’anidride carbonica, gli analisti del futuro guarderanno indietro a questo momento e vedranno tre tipi di aziende. La prima sarà quella dei pionieri, dotati di una consulenza esperta, con strategie a emissione zero a prova di futuro. La seconda sarà quella dei primi utilizzatori ma privi di consulenza, che hanno sì ottenuto prezzi favorevoli, ma con portafogli di crediti di carbonio subottimali. Il terzo gruppo sarà costituito da coloro che hanno adottato tardi il sistema, e sono rimasti indietro rispetto alla nuova rivoluzione delle energie rinnovabili.

