Non faccio colpe al segretario del Psi e alla delegazione socialista al congresso di Roma del Pse. E’ naturale, come scrive bene Massimo Carugno in apertura del giornale, il poco spazio riservato a chi socialista é stato sempre e il molto a chi socialista non é stato mai. I rapporti di forza tra i due partiti invitati sono imparagonabili e il Pd é il referente italiano dei socialisti europei. Mi aspettavo invece una reazione alle immagini proiettate al congresso dei leader del socialismo europeo dove compaiono Berlinguer e Napolitano che hanno guidato il Pci, sia pur nelle differenze anche sostanziali di rotta, mentre non vi compare invece Craxi che dell’Internazionale socialista é stato vice presidente. E’ solo per le questioni giudiziarie che lo hanno interessato? Ma allora perché non appare nessuno dei dirigenti del Psi, da Martelli ad Amato? Evidentemente l’operazione “sostituzione identitaria” é riuscita. Il Pd ha trovato legittimità ad un percorso “coerente” che dal Pci, col suo principale leader Enrico Berlinguer, lo porta al socialismo democratico. Ma Berliniguer non era l’uomo della terza via mettendo sullo stesso piano il comunismo dell’Est e le socialdemocrazie europee? Non era ll segretario che, dopo l’affondo del leader del Psi sull’inconciliabilità tra leninismo e pluralismo, difendeva Lenin (eravamo nel 1978). Non era lo stesso che fino al 1976, sostiene Gianni Cervetti nel suo bel libro “L’oro di Mosca” ma qualcuno ritiene anche dopo, accettava volentieri i rubli sovietici? Lo strappo politico che decretava esaurita la spinta propulsiva della Rivoluzione d’ottobre, é solo del 1981, in occasione del colpo di Stato militare in Polonia, ma prima della sua morte Berlinguer si impegnò in una triplice lotta politica: contro i missili a Comiso che l’Spd tedesca aveva accolto, contro il decreto sulla scala mobile, strumento poi abolito e che non esisteva in alcuna parte d’Europa, contro il “pericoloso” governo Craxi, il vice presidente del socialismo democratico internazionale. D’altronde sarebbe fare un torto a un personaggio di grande rilievo della politica italiana qual’é stato Berlinguer, e un po’ fargli anche violenza, deformarne l’identità e addirittura trasformarlo in leader della socialdemocrazia. Questo tentativo, per la verità riconosciuto dal Pse, cancella la nostra storia. Se il Pci, e non il Psi, é stato il precedente del partito oggi aderente al Pse, noi non abbiamo, anzi non abbiamo avuto, ragione di esistere. E la sfida a sinistra era futile esercizio verbale. Parliamo di memoria storica perché essa si proietta sulla politica di oggi. Cos’é il Pd? E’ il partito che da Berlinguer (e aggiungiamo per fargli onore da Moro) a oggi sosteneva la socialdemocrazia europea. Non é contraddittorio? Non é paradossale? E cos’era mai allora il Psi? Un partito inutile, anzi dannoso perché combatteva il comunismo sia pure anomalo di Berlinguer? Se il Partito socialista europeo la pensa così e non ci riconosce non ci resta che non riconoscerlo. Fin che abbiamo vita e un filo di voce continueremo a dire la nostra.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.


13 commenti
Bravo Mauro, continueremo a dire la nostra come abbiamo fatto fino ad oggi.
Per non dimenticare Giuseppe Saragat e Pietro Nenni che sono stati nelle due organizzazioni e Craxi che sostituiva Nenni in età avanzata per poi diventare vice presidente.
In effetti…
Un conto è definirsi un partito che è nel PSE…
Pur con dissidi sottobanco perché molti ex democristiani fanno fatica a riconoscersi…
E che fanno di tutto per boicottare l’area pseudo socialista…
Un conto citare persone politiche che con il socialismo democratico e non massimalista…Che ricordiamoci portò alla fine al fascismo…
Avevano poco a che fare…
Se è vero che la destra attuale sta facendo una campagna di informazione per rendere il fascismo quasi buono ed accettabile…
È anche vero che il PD della Schlein sta facendo altrettanto…
Dicendosi ora socialista democratico cancellando la scomoda provenienza comunista…
Sul PSI…
L’ essersi perso a traino di chicchessia dopo Craxi…
Sconcertando i suoi elettori di riferimento…
Senza portare avanti una sua precisa identità e valori…
L’ ha portato ad essere un’ ameba politica che sopravvive solo come nome e poco più…
Dalla Sardegna un flebile segnale di speranza è arrivato con un consigliere eletto…
Ma è un nulla… Comunque chi può perlomeno si faccia sentire…
Se a sinistra i socialisti italiani sono divenuti così irrilevanti al punto da far “calare il sipario” su Craxi e altre personalità socialiste, viene da pensare che abbiano avuto ragione quegli appartenenti al PSI di allora che dopo Tangentopoli decisero di “non andare a sinistra”.
Tale scelta – allora bollata pure come destrorsa – era altresì un modo per opporsi alla “sostituzione identitaria”, che ai tempi già si prefigurava, e credo che anche alla luce di quanto qui viene riportato andrebbe riconosciuto che quella scelta non fu affatto errata, anzi.
Paolo Bolognesi 08.03.2024
Mi piange il cuore perché ho sempre creduto e sperato nel PSE, me ne faccio una ragione e chiedo ospitalità ad altre famiglie europee, per ora, Renew Europe.
Il PD è l’amalgama dei vecchi DC e dei vecchi PCI.
Il risultato non è stato perfetto. I socialisti, però, non hanno capito che bisognava mantenersi uniti, ad ogni costo.
Comprensibile, del resto, dopo mani pulite.
Lenin (absit inura verbis) scrisse il “Che fare?”
Chi ha orecchi intenda.
Il PD è l’amalgama dei vecchi DC e dei vecchi PCI.
Il risultato non è stato perfetto. I socialisti, però, non hanno capito che bisognava mantenersi uniti, ad ogni costo.
Comprensibile, del resto, dopo mani pulite.
Lenin (absit iniura verbis) scrisse il “Che fare?”
Chi ha orecchi intenda.
Da uno dei commenti, laddove si parla di “un flebile segnale di speranza”, mi par di cogliere il proposito di insistere nel mantenersi nell’orbita della sinistra (la quale pare invece respingere la storia socialista, e dunque, in buona sostanza, la nostra identità e cultura politica, come comprovato anche dagli eventi qui riportati), il che mi sembrerebbe francamente avere tratti di autolesionismo.
Quanto al concetto “i socialisti, però, non hanno capito che bisognava mantenersi uniti, ad ogni costo”, come leggiamo in altro commento, io credo che la peculiarità e specificità di un partito sia la linea politica, resasi oltremodo importante dopo la stagione di Tangentopoli, e giusto al riguardo penso che non fossero in alcun modo compatibili le differenti sensibilità politiche emerse allora in casa socialista.
Paolo Bolognesi 08.03.2024
Adesso scopriamo che i socialisti ed il socialismo non dovrebbero essere di sinistra…
Sinistra non vuole dire solo comunismo…
Anzi…
Proprio il Partito Socialista Italiano ebbe il suo massimo splendore quando si propose come un’ altra sinistra possibile…
Ovvero quella odierna di Sanchez…
Oppure delle socialdemocrazie occidentali…
Leggere che non dovrebbe stare nel campo di centrosinistra…
O sentire che andava bene stare con Berlusconi…Od ora con F.Italia la Meloni e la Lega quindi…
Bè…
A proposito dello scoprire “che i socialisti ed il socialismo non dovrebbero essere di sinistra …”, eventualità che per taluni può rappresentare un’eresia, a me pare che la nostra casa fosse, o dovesse essere, quella della socialdemocrazia, ma se il Congresso romano del Pse ha visto “poco spazio riservato a chi socialista é stato sempre e il molto a chi socialista non é stato mai”, verrebbe da pensare che tale casa sia diventata abbastanza inospitale, tanto da far dire a qualcuno “chiedo ospitalità ad altre famiglie europee”, e riguardo al Cavaliere, e più che legittimo non essere stati berlusconiani, ma andrebbe quantomeno riconosciuto, almeno io credo, che allora, senza la sua “discesa in campo”, saremmo entrati in una sorta di pensiero unico.
P.B. 09.03.2024
Lo spazio bisogna anche conquistarselo…
Con scelte in cui il simbolo è scomparso…
Senza osare almeno un minimo di autonomia…
Presentando o supportando anche dei civici…
Il PSI è scomparso…
Quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso…
Purtroppo avevo da tempo previsto ciò che sta accadendo cioè la scomparsa definitiva
Sono passati più di 30 anni da mani pulite mai un ripensamento sempre ancorato a slogan dando colpe a tizio e caio
Dirigenti confluiti da destra a sinistra nella speranza di ricavarci un posticino
Ma come si poteva pensare di rimanere nella famiglia socialista. Alleandosi con berlusconi finì e soci
Ci pensi del bue prima di fare prediche patetiche
Berlusconi? Ha completato il disfacimento della vecchia classe politica, iniziato con Mani pulite.