“Il blocco improvviso di Transizione 5.0 e l’esaurimento lampo dei fondi per Industria 4.0 sono un colpo durissimo per chi ogni giorno tiene in piedi il sistema produttivo italiano. In pochi giorni si sono fermati due strumenti, e non per una scelta strategica ma per pura mancanza di visione del ministro Urso che continua a elogiare uno strumento fallimentare”
ha detto Fabrizio Benzoni, vicecapogruppo di Azione alla Camera.
La notizia è passata sotto silenzio ma il fatto è che il 7 novembre il Mimit ha pubblicato un decreto direttoriale con cui comunica l’esaurimento delle risorse disponibili per la misura Transizione 5.0.
Perché? Il sito ufficiale del ministero lo spiega: “Le risorse REPowerEU destinate alla misura, anche alla luce della revisione del PNRR attualmente in fase di approvazione a livello europeo, risultano infatti interamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese”.
Tuttavia sempre il Ministero avvisa che “resta comunque garantita la possibilità di presentare nuove domande fino al 31 dicembre: le comunicazioni di prenotazione trasmesse a partire dal 7 novembre 2025 saranno considerate validamente depositate e daranno luogo al rilascio di una ricevuta. In caso di nuova disponibilità finanziaria – derivante dallo scorrimento delle domande o dall’attivazione di ulteriori risorse – il gestore della piattaforma informerà le imprese secondo l’ordine cronologico di invio”.

Aggiunge Fabrizio Benzoni:
“Parliamo di una misura, Transizione 5.0, che abbiamo sempre contestato per la sua inefficacia ma che comunque migliaia di imprenditori stavano cercando di utilizzare dopo due anni di correzioni, complicazioni e burocrazia infinita”.
E continua: “Adesso il governo ha deciso di chiuderla senza alcun preavviso, lasciando imprese con investimenti pianificati e ordini gia’ avviati completamente scoperte. Solo 2,5 miliardi su 6,2 previsti erano stati attivati prima dello stop. E come se non bastasse anche il credito d’imposta Industria 4.0, appena riattivato, e’ stato bruciato in poche ore: 87 milioni volatilizzati in un pomeriggio. Il problema non e’ aver chiuso Transizione 5.0 per ripristinare Industria 4.0, che abbiamo ripetutamente chiesto a gran voce, ma – ha concluso – il modo in cui e’ stato fatto: senza ordine, senza comunicazione, lasciando gli imprenditori con il cerino in mano. Non e’ cosi’ che si risolleva il sistema produttivo”.

