Riceviamo da Azione Como e trasmettiamo il Comunicato Stampa di seguito
Azione esprime grandissima preoccupazione per gli avvenimenti di giovedi 13 novembre 2025 e in generale per la situazione “esplosiva” all’interno del Carcere di Como, non più trascurabile dal Ministero della Giustizia. Ringraziamo le forze dell’Ordine e le ambulanze intervenute ieri al Carcere Bassone durante la rivolta.
Abbiamo presentato circa un mese fa un’interrogazione parlamentare su una situazione che non è certo una novità ma che si aggrava di giorno in giorno. Oggi più che mai chiediamo al Ministero di intervenire con rapidità per garantire alla Polizia Penitenziaria un luogo di lavoro accettabile e ai detenuti una condizione di detenzione compatibile con la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
La situazione richiede con urgenza la riduzione immediata del sovraffollamento tramite misure alternative alla detenzione, investimenti per riorganizzare e migliorare la struttura, il potenziamento del personale anche con il necessario coordinamento con le istituzioni locali per garantire per riportare la situazione dentro i limiti della legalità e della dignità umana.Carlo Bordoni Responsabile Organizzazione di Azione Como dichiara: “Oggi non posso che esprimere profonda gratitudine per la Polizia Penitenziara, per i Vigili del Fuoco e per tutte le forze dell’ordine che, come sempre, hanno svolto il loro lavoro con grandissima professionalità. In particolare un pensiero speciale per la Polizia Penitenziaria che si trova oramai da troppo tempo a gestire una situazione insostenibile. Ora, però, come rappresentanti politici non possiamo fermarci alla gratitudine e alla preoccupazione ma dobbiamo fare di tutto per gestire la situazione e per mettere in sicurezza le donne e gli uomini che lavorano in quel carcere in condizioni molto pericolose. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare, per questo abbiamo intenzione di riportare la questione in Parlamento ed è sempre per lo stesso motivo che ci mettiamo a disposizione delle istituzioni e degli altri partiti per trovare insieme la strada più adeguata”.
Lorenzo Pedretti Segretario Provinciale di Azione Como dichiara: «I fatti avvenuti ieri al carcere del Bassone non sono un episodio isolato, ma l’ennesimo segnale di una situazione ormai fuori controllo. Il sovraffollamento che caratterizza le carceri italiane si manifesta qui in modo ancora più evidente: al Bassone parliamo di 420–440 persone in una struttura che dovrebbe ospitarne meno di 200. È evidente che condizioni del genere rendono impossibile garantire sicurezza, percorsi rieducativi e dignità, come invece prescrive la Costituzione.
In questo contesto, desidero esprimere la massima solidarietà al personale penitenziario, agli educatori, agli operatori sanitari e sociali che ogni giorno lavorano in un ambiente che li espone a pressioni enormi, spesso senza organici adeguati. La verità è che queste tensioni nascono da condizioni materiali non più sostenibili: celle troppo piene, spazi insufficienti, mancanza di attività trattamentali, servizi educativi ridotti al minimo. È un sistema che mette in difficoltà tutti, dentro e fuori le celle.
Per questo chiediamo con forza che lo Stato intervenga con misure immediate e strutturali. Servono investimenti per riportare le nostre carceri a standard dignitosi, per potenziare il personale, per rendere operative le misure alternative già previste dalla legge, e per garantire condizioni compatibili con la sicurezza e il rispetto delle persone. Il Bassone è diventato il simbolo di un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata. Non possiamo permettere che il fallimento delle politiche penitenziarie ricada su chi lavora nelle strutture e su una popolazione detenuta costretta a vivere in condizioni che, semplicemente, non dovrebbero esistere.»

