di Stefano Giuliano, responsabile Under30 Piemonte Azione
La scuola politica di Azione, a Paestum, aveva un obiettivo chiaro: mettere al centro il ragazzi, gli iscritti, i militanti; giovani donne e uomini che si sono messi in gioco, allenando la capacità di creare consenso, stringere alleanze, elaborare proposte di legge, in un contesto di mediazione e di dialettica con gli altri.
16 squadre, 16 proposte, diverse sfide da affrontare, dibattiti, votazioni, scontri televisivi simulati, applausi e dubbi del pubblico.
L’intento di Marco Zannino, Responsabile Under30 Nazionale di Azione, non era quello di creare una vetrina del partito, o un insegnamento passivo di contenuti.
La tre giorni di Azione ha avuto come perno l’ingegno e l’impegno di tanti che hanno lottato per costruire e portare avanti una proposta ben studiata, anche contro avversari coraggiosi, col fine di migliorare le condizioni delle nuove generazioni e di tracciare una direzione ben precisa: il futuro.
Azione più di tutti è il partito che pensa a costruire una politica di lungo respiro, attenta alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni, accantonando i bonus fini a se stessi, e progettando misure strutturali per garantire un livello eccellente di welfare state, ma anche per rilanciare un sistema produttivo che oggi è in crisi.
Ancora una volta il Segretario Nazionale Carlo Calenda ha saputo emozionare la platea con parole semplici: in alto i cuori, è il momento di riscoprire la radicalità che c’è in noi, e di dire chiaro e tondo che il sistema attuale, di populismo e voto organizzato ci ha stancato, e va spezzato.
Va spezzato costruendo un partito che parli delle crisi internazionali, ma anche dei problemi delle persone comuni, che parli alle famiglie, ma che sappia dare una speranza ai giovani, che sappia parlare il linguaggio della verità, senza timore di essere impopolare.
I giovani piemontesi, tra cui Federico Ponte, Responsabile Under30 Torino e Giacomo Prandi, giovane Segretario Provinciale di Cuneo, hanno partecipato con entusiasmo alla scuola di formazione, portando con loro un rinnovato senso di appartenenza, e la voglia di tirare fuori quel coraggio che alberga in tutti noi, e che aspetta di essere svegliato.

