di Enrico Buemi
Conobbi Ugo Intini in occasione delle elezioni politiche del 1996, quando demmo vita alla federazione dei partiti socialisti regionali, non potendo utilizzare il nome e il simbolo del PSI, messo fuori causa dalla disastrosa situazione finanziaria e dalla tempestosa tragedia determinata dagli eventi giudiziari e politici di Tangentopoli. Ugo fu per noi, e per me in particolare, un riferimento ideale, culturale e morale, una bandiera che non poteva essere ammainata, che svettava per attaccamento al socialismo, per intelligenza, umiltà, onestà e generosità, e che nessun evento poteva mettere in discussione.
Quell’incontro fu propedeutico all’avvio di una difficile fase di ricostruzione della casa Socialista, di processi unitari mai conclusi, che videro Ugo Intini sempre impegnato ad unire i socialisti, che per loro natura sono individualisti e litigiosi. Gli eventi successivi che portarono alla nascita dello SDI e poi del PSI sono lì a testimoniare il suo impegno e il suo obbiettivo. Ugo Intini seppe riempire questo lungo periodo fino alla sua dolorosa scomparsa di questi giorni, di innumerevoli contributi culturali e politici, con la scrittura di articoli e libri stimolanti e lungimiranti. Il suo stile di vita, i suoi esemplari comportamenti, rari ed ormai desueti nella politica del nostro tempo, rimangono per chi ha avuto il privilegio di lavorargli accanto una eredità da conservare per sempre. Del suo pensiero politico rimangono i suoi innumerevoli libri, che varrebbe la pena leggessero, in particolare, le nuove nuove generazioni.
Per noi, che abbiamo camminato un passo indietro a Ugo, il grande e doloroso rammarico e rimpianto di averlo perso. AVANTI, UGO !
Sen. Enrico Buemi

