Cari Compagni,
stimolato dall’ottimo articolo di Massimo, vi allego le mie considerazioni sullo stato del ddl Calderoli sull’autonomia differenziata delle regioni. se volete potete farne un pezzo da pubblicare.
Un fraterno saluto vostro Giovanni.
Punti di riflessione sul ddl Calderoli sull’Autonomia differenziata di Crema Giovanni:
1) l’introduzione della previa determinazione dei LEP nel procedimento di attribuzione dell’autonomia rappresenta l’ostracismo nei confronti delle Regioni che intendono assumersi maggiori responsabilità. Per la loro approvazione, tra l’altro, è obbligatoria l’intesa (e non il parere) della Conferenza Unificata, ciò significa l’approvazione anche a maggioranza della medesima.
2) l’obbligo del previo finanziamento dei LEP impedirà il trasferimento delle funzioni delle materie devolute alle Regioni, anche nel caso fosse approvata per legge l’attribuzione di maggiore autonomia.
3) l’eventuale approvazione del disegno di legge Calderoli non significa affatto, come risulta in maniera evidente dall’esame dell’articolato, l’ottenimento di ulteriore autonomia per le Regioni richiedenti, ma l’inizio della lunga e complicata traversia di negoziati nei quali lo Stato ha l’assoluta e indiscussa preminenza nei confronti delle Regioni.
4) Alla fine, assai remota, di questo procedimento, per l’approvazione sarà necessaria la maggioranza qualificata in entrambe le Camere, che se non verrà raggiunta comporterà la bocciatura del trasferimento di competenze.
5) Le modifiche apportate in Commissione al Senato aggravano ulteriormente la manomorta dello Stato sulle Autonomie.
6) Tutti questi sono i motivi per i quali lo sfregio della Costituzione dovuto alla violazione del procedimento previsto all’art. 116 c. 3 introducendo una surrettizia legge di attuazione (o legge quadro) alla fine comporterà maggiore spesa pubblica e minore efficienza, con buona pace dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione tra Istituzioni che dovrebbero, invece, essere la meta dell’agire politico.
2) l’obbligo del previo finanziamento dei LEP impedirà il trasferimento delle funzioni delle materie devolute alle Regioni, anche nel caso fosse approvata per legge l’attribuzione di maggiore autonomia.
3) l’eventuale approvazione del disegno di legge Calderoli non significa affatto, come risulta in maniera evidente dall’esame dell’articolato, l’ottenimento di ulteriore autonomia per le Regioni richiedenti, ma l’inizio della lunga e complicata traversia di negoziati nei quali lo Stato ha l’assoluta e indiscussa preminenza nei confronti delle Regioni.
4) Alla fine, assai remota, di questo procedimento, per l’approvazione sarà necessaria la maggioranza qualificata in entrambe le Camere, che se non verrà raggiunta comporterà la bocciatura del trasferimento di competenze.
5) Le modifiche apportate in Commissione al Senato aggravano ulteriormente la manomorta dello Stato sulle Autonomie.
6) Tutti questi sono i motivi per i quali lo sfregio della Costituzione dovuto alla violazione del procedimento previsto all’art. 116 c. 3 introducendo una surrettizia legge di attuazione (o legge quadro) alla fine comporterà maggiore spesa pubblica e minore efficienza, con buona pace dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione tra Istituzioni che dovrebbero, invece, essere la meta dell’agire politico.


1 commento
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