Autore: Fabrizio Montanari

Fabrizio Montanari

Autore. Fabrizio Montanari è nato a Reggio Emilia nel 1951 e ha svolto per molti anni attività lavorativa come Dirigente cooperativo. Socialista autonomista, è stato dirigente provinciale del PSI reggiano e regionale, segretario provinciale (1975) e membro della segreteria nazionale della FGSI (1976-77). Giornalista pubblicista, collabora a diverse riviste storiche (Ricerche Storiche, L’Almanacco socialista, Reggio Storia), e ai giornali 24Emilia e La Giustizia. È inoltre autore di diversi libri e saggi storici sul movimento socialista e libertario italiano.

di Fabrizio Montanari Il dibattito che alla fine dell’Ottocento riguardò il problema del rapporto tra criminalità e individuo coinvolse molti intellettuali, politici e giuristi dell’epoca, specie quelli più sensibili alle nuove idee espresse dal positivismo. Fra costoro si distinse Camillo Prampolini, che all’argomento dedicò studi e riflessioni molto approfondite sul giornale Lo Scamiciato, voce del popolo, di Reggio Emilia. Alla convinzione di molti socialisti secondo la quale il delitto sarebbe la risultante del solo sistema sociale in vigore che l’avvento del socialismo avrebbe fatto scomparire, Prampolini negava che il solo affermarsi della società socialista fosse sufficiente ad eleminare i reati,…

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La guerra di Libia provocò grande sconcerto e una radicalizzazione delle posizioni politiche, che resero necessario convocare un congresso straordinario per chiarire la posizione ufficiale del partito nei confronti del governo. L’ordine del giorno prevedeva la decisione da assumere circa la revoca o meno della fiducia concessa al governo Giolitti per attuare alcune riforme ritenute indispensabili per modernizzare la società italiana. Il congresso di Modena del quindici ottobre 1911, fu dunque l’occasione per avviare un confronto serio ed esplicito tra tutte le posizioni presenti in seno al partito, in particolare tra quelle sostenute dal gruppo parlamentare e quelle del partito.…

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La battaglia per la conquista del voto per uomini e donne di qualunque ceto sociale, vide impegnata in prima linea Anna Kuliscioff fin dal 1908. La compagna di Turati era fermamente convinta che il suffragio universale dovesse essere esteso anche alle donne e che il programma del partito dovesse prevedere anche questa battaglia di civiltà. Al fianco di Anna si schierò il gruppo femminile socialista di Milano, composto da note militanti come la Clerici, la Malnati, la Momigliano, la Altobelli e la Marconi. I circoli e i comitati femministi pubblicarono opuscoli, giornali, tennero comizi, organizzarono manifestazioni e conferenze per…

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Lo spirito associativo si diffuse in terra reggiana già nella seconda metà dell’Ottocento sulla scia di quanto andava predicando Giuseppe Mazzini. Dapprima esplicarono esclusivamente una attività assistenziale e previdenziale, senza particolari velleità politiche. Specie nei piccoli centri agricoli le Società di M.S. furono a volte coadiuvate da proprietari illuminati, che dimostrarono di comprendere le esigenze economiche indotte dalle novità del tempo. Si dedicarono principalmente all’istruzione dei lavoratori, allo studio dei mezzi per migliorare le condizioni di lavoro e alleviare le sofferenze economiche dovute alla disoccupazione, alle malattie e alla morte. In base alla consistenza numerica dei soci e alle loro…

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Gli anni dieci del secolo scorso furono caratterizzati da due fatti che scossero profondamente l’opinione pubblica, ebbero larga eco sui giornali, condizionarono le decisioni e la vita interna di tutti i partiti, specie quelli d’opposizione, minando la solidità del governo italiano. Mi riferisco al caso di Augusto Masetti e della guerra libica nel 1911 e alla “Settima Rossa” nel 1914. Qui mi soffermerò sul primo dei due fatti, riservandomi di trattare in un secondo momento il secondo, che, per tanti motivi, può considerarsi una sua logica conseguenza. La mattina del 30 ottobre 1911 il giovane muratore bolognese Augusto Masetti, classe…

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I fratelli Oreste, detto Aristide, e Alfredo Incerti Rinaldi appartenevano a una modesta famiglia di orientamento socialista, residente nel borgo Casellette a Jano di Scandiano (RE). La loro fede politica li aveva sempre portati a partecipare alla vita pubblica del comune e a giudicare con spirito critico gli avvenimenti nazionali. La Giustizia, il giornale di Prampolini, era sempre presente nella loro casa, dove spesso si riunivano con amici per commentare quanto accadeva in provincia di Reggio e seguire lo sviluppo politico e organizzativo del PSI.  Ben presto loro stessi si trasformarono in diffusori volontari del giornale socialista tra i contadini…

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La nascita, lo sviluppo e l’affermazione del movimento socialista italiano nei primi decenni del Novecento, è stato accompagnato da una ricca e colta editoria satirica, che fondava le sue radici già nel periodo e nella cultura risorgimentale. Consapevoli della sua importanza nell’orientare l’opinione popolare, i socialisti si circondarono di valenti disegnatori, caricaturisti e scrittori per meglio e più rapidamente forgiare l’opinione politica dei propri sostenitori e di quelli più vicini alla loro area. Una vignetta, una caricatura o un semplice articolo, infatti, spesso si dimostravano più efficaci di qualsiasi articolo a far comprendere, anche agli analfabeti o ai meno scolarizzati,…

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Con la nascita del Partito dei Lavoratori italiani nell’agosto del 1892, i socialisti si posero subito il problema di creare le condizioni organizzative e politiche sufficienti per essere competitivi e credibili in occasione delle elezioni amministrative e in quelle politiche. Perché la loro voce arrivasse in ogni angolo del paese, si dotarono di un organo nazionale ufficiale, Lotta di Classe, diretta da Camillo Prampolini, rafforzarono le tante leghe di resistenza già presenti sul territorio, associarono le cooperative e le casse di mutuo soccorso in consorzi, svilupparono l’attività sindacale, favorendo la nascita delle Camere del Lavoro. La prova del fuoco si…

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 di Fabrizio Montanari La prima guerra mondiale aveva prodotto un costo altissimo in vite umane e sofferenze sociali. Oltre seicentomila furono i caduti di ogni parte d’Italia, tanto che si stimò che in ogni famiglia si poteva contare almeno un morto. I reduci si erano trasformati in altrettanti disoccupati che vedevano svanire tutte le promesse governative fatte al momento della partenza per il fronte. La vittoria aveva assunto il volto della miseria e della disperazione. Il trionfo della rivoluzione russa e i conflitti sorti nei stati nati dalle rovine degli imperi, alimentavano tuttavia sogni di grandi cambiamenti. Si cominciò a…

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La Prima Guerra Mondiale registrò la ferma opposizione del PSI, che fedele alla sua natura pacifista e antimilitarista, sostenne la necessità che l’Italia proclamasse la propria neutralità. Il gruppo parlamentare si fece interprete di tale convincimento alla Camera dei deputati e il partito attivò tutte le sue strutture e tutti i suoi dirigenti perché il popolo prendesse coscienza del grave pericolo che, con la possibile entrata in guerra dell’Italia, si stava prospettando per tutti gli italiani. Il tradizionale pacifismo socialista subì però un durissimo colpo dal repentino dissolversi della fraternità proletaria rappresentata dall’Internazionale. La decisione dei partiti socialisti europei, specie…

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