di Annalisa Masselli
“Adesso è arrivato il momento di recuperare quello che si è perso negli ultimi trent’anni.” È l’accorato appello lanciato dal presidente di ASSOLIRICA Roberto Abbondanza nel corso della giornata di studi Il canto lirico italiano: dal riconoscimento Unesco al piano di salvaguardia tenutasi ieri nel Ridotto dei Palchi del Teatro alla Scala di Milano.
Al tavolo autorevoli le presenze che rappresentavano il mondo della politica: l’onorevole Gianmarco Mazzi (Sottosegretario di Stato per la Cultura) e l’onorevole Cristina Rossello (Consigliere per le politiche di genere nell’istruzione superiore e nella ricerca per il Ministero dell’Università e della Ricerca, come pure il mondo delle istituzioni musicali: Fulvio Macciardi (Presidente ANFOLS e Sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna) e Luciano Messi (Presidente ATIT e Sovrintendente del Teatro Regio di Parma) e con Federico Domenico Eraldo Sacchi in veste di Presidente del Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano.
“È giunto il momento di fare sistema – ha ribadito il presidente di Assolirica, Roberto Abbondanza – e per fare sistema bisogna cominciare dalla scuola primaria perché i giovani cantanti possano finalmente arrivare preparati all’incontro con il mondo del palcoscenico. Come artista e come docente sostengo che se i giovani cantanti stranieri riescono a raggiungere traguardi importanti non è perché sono più bravi ma perché sono molto più preparati dei loro colleghi italiani. Tutti noi dobbiamo fare uno sforzo collettivo perché l’insegnamento del canto lirico possa trovare le basi per crescere e svilupparsi prima che sia troppo tardi.”
Nel corso del convegno il soprano Rosanna Savoia ha ricostruito il cammino che ha portato all’importante riconoscimento, fin dagli anni in cui la cantante era presidente di Assolirica. “La nascita del Comitato può considerarsi davvero un caso inedito nel settore, soprattutto poiché ha veicolato un avvicinamento di categorie professionali talvolta definibili, dal punto di vista contrattuale, addirittura come controparti e che, in questo frangente, si sono invece trovate coese nel siglare un’alleanza verso il comune obiettivo: l’iscrizione della Pratica del canto lirico in Italia nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Nessuno avrebbe potuto immaginare dove saremo arrivati”.
A siglare la giornata con un gesto simbolico l’onorevole Gianmarco Mazzi ha voluto consegnare a nome del governo la pergamena del riconoscimento Unesco ai rappresentanti del comitato promotore della candidatura.

