Il 23 luglio è stato approntato il documento sull’aggiornamento 2024 del Piano nazionale cronicità. Cliccando sul testo in rosso, si accede direttamente alla Bozza. Elaborato dal Ministero della Salute, il disegno è stato subito inviato per l’esame e l’approvazione in sede di Conferenza Stato Regioni. L’aggiornamento si è ritenuto necessario per:
- migliorare la tutela assistenziale dei malati cronici;
- delineare azioni coordinate per prevenire l’insorgenza e prendere subito in carico i soggetti a rischio;
- aggiornare le iniziative per rendere più omogeneo il processo diagnostico-terapeutico;
- ridurre il peso della malattia sulla singola persona e sul contesto sociale;
- rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari di prevenzione e assistenza;
- assicurare equità di accesso;
- cancellare le disuguaglianze sociali.
Tutto splendido. Ma dov’è la magagna? Nel nuovo Piano nazionale cronicità non sono previsti finanziamenti. Nel documento, infatti, si spiega che
“all’attuazione dell’accordo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
La presa in carico e la gestione delle malattie croniche assorbe circa l’80% dei costi sanitari; di conseguenza la problematica della valutazione dei costi connessi è sempre più rilevante. Diversi studi hanno evidenziato una forte variazione dei costi sanitari da medico a medico, causata da diversi fattori (come età e genere degli assistiti) e, soprattutto, dalle patologie presenti.
Gli obiettivi di cura nei pazienti con cronicità tendono a migliorare il quadro clinico e lo stato funzionale, minimizzare i sintomi, prevenire la disabilità e migliorare la loro qualità di vita. Per realizzarli, spiega il documento, è necessaria la definizione di percorsi per prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l’integrazione degli interventi sociosanitari. Nell’aggiornamento complessivo del Piano sono state aggiunte tre ulteriori patologie croniche: obesità, epilessia, endometriosi.
L’invecchiamento della popolazione europea, e ancor più quella italiana, ha incrementato il numero di persone affette da patologie croniche. Gli obiettivi di cura di questi pazienti non possono essere rivolti alla guarigione. PIuttosto, cercano di migliorare il quadro clinico cercando di minimizzarne la sintomatologia, e prevenire la disabilità e la perdita di autonomia. I pazienti, in genere anziani o molto anziani, a causa dei mutamenti demografici e sociali sono sempre più persone sole, con difficoltà nel gestire i piani terapeutici domiciliari. Spesso affrontano vere criticità quando versano in precarie condizioni socio-economiche.
Già nel 2021 il Sistema Nazionale Linee pubblicò alcune Linee Guida Intersocietarie volte alla gestione della multimorbilità e della polifarmacoterapia. Queste linee guida sono state applicate anche al nuovo Piano delle Cronicità. Le riportiamo di seguito.
Stratificazione e targeting della popolazione: l’obiettivo è quello di sviluppare, validare e implementare sistemi di stratificazione del rischio per la presa in carico degli assistiti sulla base della complessità clinica, del livello di rischio, del bisogno di salute e del consumo di risorse, nonché per differenziare le diverse strategie di intervento.
Promozione della salute, prevenzione e diagnosi precoce: significa adottare stili di vita salutari nella popolazione per prevenire l’insorgenza delle patologie croniche, o ritardarne la progressione o le complicanze annesse. Inoltre, si mira a ridurre la prescrizione di farmaci non necessari e/o la medicalizzazione in condizioni non necessarie, evitando così trattamenti inutili e dispendiosi.
Presa in carico e gestione del paziente attraverso il piano di cura: l’obiettivo è quello di migliorare la presa in carico e la gestione del paziente con cronicità, per ottimizzare l’organizzazione e il coordinamento dei servizi sanitari, verso una completa integrazione sociosanitaria.
Erogazione di interventi personalizzati sul paziente: si mira così all’educazione del paziente con cronicità, e all’ottimizzazione della comunicazione tra i professionisti sanitari e gli assistiti.
Monitoraggio e valutazione della qualità delle cure erogate: si vuole promuovere la definizione delle procedure di monitoraggio e valutazione delle cure erogate, secondo il dettato del nuovo modello organizzativo e assistenziale ex DM77/2022.
Il Piano, inoltre, esamina gli aspetti trasversali dell’assistenza alla cronicità, analizzandone alcuni temi fondamentali. Come l’integrazione sociosanitaria: si vuole potenziare il sistema integrato dei servizi socio-sanitari destinato alla persona con cronicità, per garantire la prossimità e l’equità di accesso alle prestazioni sanitarie, e socioassistenziali, anche attraverso soluzioni innovative digitali. A tal fine, nello specifico, il nuovo piano da una parte promuove la telemedicina ma dall’altra sostiene l’umanizzazione delle cure. In pratica, si sollecitano interventi per rendere i luoghi di cura e i programmi diagnostico-terapeutici orientati ai bisogni degli assistiti cronici. Anche per questo si cerca di evidenziare il ruolo delle associazioni di tutela delle persone con malattie croniche, e delle loro famiglie, arrivando anche a implementare la formazione dei volontari delle Associazioni affinché operino con efficienza, chiarezza, affidabilità, eticità e competenza.
Particolare rilievo è dato al ruolo delle farmacie. Infatti il documento promuove il coinvolgimento della rete territoriale delle farmacie per rispondere ai bisogni di salute e di cura del paziente cronico. A queste sono demandati compiti di educazione, prevenzione e promozione della salute, di counseling al malato. In parallelo, si dedica particolare attenzione al miglioramento della qualità generale dei servizi, e si sollecitano azioni di contrasto alle disuguaglianze sociali e culturali tra i malati cronici. Questo tema sembra particolarmente votato alla tutela dei bambini e degli adolescenti in situazioni sanitarie critiche: il Piano, infatti, punta al sostegno diretto delle loro famiglie, e vuole che sia loro garantita una vita scolastica, sportiva, relazionale e sociale simile a quella dei coetanei sani.
In conclusione: la buona notizia sta nei riflettori finalmente accesi sulle tre emergenze obesità, endometriosi ed epilessia, che vanno a rafforzare la platea dei pazienti cui si rivolge il nuovo Piano nazionale cronicità. La “cattiva” è che nella bozza aggiornata del Piano non compare un euro di finanziamento.
Se volevano prenderci in giro, lo stanno facendo egregiamente.


1 commento
Di norma in queste situazioni si scarica sul volontariato, nel migliore dei casi. O su soggetti privati che hanno un ritorno economico, come le farmacie. Oppure si investe, come in Lombardia qualche anno fa, e tuttora, ma dando soldi, e potere, a soggetti privati (grossi gruppi sanitari, cooperative di medici -!-, ancora farmacie, assicurazioni…). A nessuno viene in mente di potenziare la medicina di base, affiancando un medico in formazione a uno dei tanti medici pensionandi, e una segretaria e un infermiera a chi vuol lavorare in gruppo, nello stesso studio; e riducendo, invece di aumentare costantemente, il loro carico burocratico.