La proposta di legge della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante e il conseguente sdoppiamento del Csm é d’impronta socialista. Primo firmatario é stato Enrico Buemi nel 2006 e la firmai anch’io alla Camera. Pochi giorni fa é stato approvato al Senato l’articolo due della legge che modifica l’articolo 102 della Costituzione introducendo “le distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti”. La discussione é stata poi sospesa e proseguirà con l’esame degli articoli 3 e 4 che comporteranno una ulteriore modifica costituzionale relativa ai due Csm. Queste due modifiche costituzionali andranno poi sottoposte al referendum. Contrari Pd, Cinque stelle e Avs, favorevoli Azione e Più Europa, astenuta Italia viva. Quando a Emma Bonino la Schlein ha ricordato le battaglie comuni tra lei e suo nonno, ho voluto rammentare che il nonno della Schlein, il sen. del Psi Agostino Viviani, fece delle battaglie garantiste e contro la magistratura politicizzata, e tra queste la separazione delle carriere, la sua ragione di essere. Dal 1994 al 1998 Viviani fece parte del Consiglio Superiore della Magistratura, quale membro laico in quota Forza Italia (XII Legislatura, primo Governo Berlusconi) e fu fermo sostenitore della necessità della separazione delle funzioni e delle carriere dei magistrati requirenti da quelle dei giudici. Queste le dichiarazioni del sen. Viviani rilasciate a Radio radicale il 19 settembre del 1996: “Nonostante la forza notevolissima della corporazione dei magistrati, io credo che si arriverà alla separazione; si arriverà magari attraverso un passaggio, “separazione delle funzioni”, ma tutti rimangono nell’Ordine giudiziario; o anche separazione più profonda; si arriverà a questo per una ragione semplicissima: perché gli abusi che stanno facendo alcuni Pubblici Ministeri che ormai si considerano intoccabili, sono tali, dunque, che non è possibile concepire che poi quel magistrato vada a fare il giudice”. Ho voluto ricordare le parole di Viviani da un lato per rammentare la coerenza sull’argomento della tendenza socialista liberale e radicale, dall’altro per smentire che la Schlein conducesse le battaglie che suo nonno sviluppava assieme a Emma Bonino. Non certo per disconoscere la possibilità che una figlia e tanto più una nipote possano pensarla diversamente da chi li ha preceduti geneticamente. Ma qui inserisco un argomento in più che ci sprona a star lontani da una sinistra prona al partito dei magistrati e in particolare a un’Anm che si agita con grida spagnolesche contro questa riforma. Si vuol mettere il pm nelle mani dell’esecutivo, si mina l’autonomia della magistratura? Ma di cosa stanno parlando? I pm faranno la carriera dei pm e ci sarà un organo di autogoverno della magistratura requirente. E lo stesso sarà per i giudici. Ho già ricordato che l’unico paese in cui c’era un unico percorso e interscambiabilità dei ruoli era il Portogallo di Salazar. Non un modello di democrazia. Quanto all’autonomia se la sono proprio compromessa i magistrati costruendo un Csm composto da veri partiti politici. E da un sindacato dei magistrati, l’Anm, che dovrebbe solo vergognarsi dopo le scandalose ammissioni di Palamara a cui nessuno ha risposto e che nessuno ha denunciato.
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Direttore. Nasce a Reggio Emilia nel 1951, laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna nel 1980, dal 1975 al 1993 é consigliere comunale di Reggio, nel 1977 é segretario provinciale del Psi, nel febbraio del 1987 è vice sindaco con le deleghe alla cultura e allo sport, e nel giugno dello stesso anno viene eletto deputato. Confermato con le elezioni del 1992, dal 1994 si dedica ad un’intensa attività editoriale (alla fine saranno una ventina i libri scritti). Nel 2005 viene nominato sottosegretario alle Infrastrutture per il Nuovo Psi nel governo Berlusconi. Nel 2006 viene rieletto deputato nel Nuovo PSI. Nel 2007 aderisce alla Costituente socialista nel centro-sinistra. Nel 2009 é assessore allo sport e poi all’ambiente nel comune di Reggio. Dal 2013 al 2022 dirige l’Avanti online.

