“I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l’Iran ora. Valutate la possibilità di lasciare l’Iran via terra, diretti in Turchia o in Armenia, se è sicuro farlo.
Lasciate l’Iran ora. Abbiate un piano per lasciare l’Iran che non dipenda dall’aiuto del governo statunitense.
Se non potete andarvene, trovate un luogo sicuro all’interno della vostra residenza o in un altro edificio sicuro. Tenete a portata di mano cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità.
Evitate le manifestazioni, mantenete un basso profilo e fate attenzione a ciò che vi circonda.
Controllate i media locali per le ultime notizie. Siate pronti a modificare i vostri piani.
Tenete il telefono carico e mantenete i contatti con familiari e amici per informarli della situazione.
Utilizzate mezzi di comunicazione alternativi.
Il governo degli Stati Uniti non intrattiene relazioni diplomatiche o consolari con la Repubblica Islamica dell’Iran. Il governo svizzero, tramite la sua ambasciata a Teheran, funge da potenza protettrice degli interessi statunitensi in Iran”.

Questo è l’allarme apparso sulla pagina web dell’ambasciata virtuale degli USA in Iran. Pur non avendo alcuna rappresentanza diplomatica fisica sul territorio iraniano, è così che il Dipartimento di Stato mantiene i contatti con i suoi compatrioti che vivono lì. E ciò che hanno letto, e che abbiamo appena riportato, di certo non deve farli sentire bene adesso…
Come se non bastasse, la CBS ha appena riportato che gli Stati Uniti stanno riducendo il personale della base aerea di Al-Udeid, in Qatar. L’Iran aveva lanciato un attacco missilistico contro questa base aerea a giugno scorso, in quella che defini’ “una rappresaglia per gli attacchi statunitensi contro i suoi siti nucleari”.
I funzionari, interpellati dai giornalisti, hanno definito questa decisione una “misura precauzionale”.
Una dichiarazione ufficiale del governo del Qatar, invece, ha affermato che la misura è stata presa “in risposta alle attuali tensioni regionali“. E ha pure dichiarato che continuerà ad “attuare tutte le misure necessarie per salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei suoi cittadini e residenti come priorità assoluta, comprese le azioni per proteggere le infrastrutture critiche e le strutture militari”.
La base aerea di Al-Udeid, con i suoi 24 ettari di superficie, si trova nel deserto che circonda Doha. È la più grande base militare statunitense in Medio Oriente.
Ospita anche il quartier generale delle forze armate statunitensi per tutte le operazioni aeree nella regione, con circa 10.000 effettivi che vi risiedono stabilmente. Ci sono anche alcuni militari britannici, che vi prestano servizio a rotazione.
Alcune fonti diplomatiche hanno dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che, nonostante ad alcuni membri del personale sia stato intimato di lasciare la base, non ci sono segnali immediati di un trasferimento delle truppe, come invece accadde nelle ore precedenti l’attacco iraniano dell’anno scorso.

Ali Shamkhani, un consigliere di alto livello dell’Ayatollah Khamenei, ha avvertito Trump che l’assalto di giugno ha dimostrato la capacità dell’Iran di rispondere a qualsiasi attacco. “Devono avere una reale comprensione della volontà e della capacità dell’Iran di rispondere a qualsiasi attacco“, ha scritto Shamkhani in un post.
La Missione statunitense in Arabia Saudita ha raccomandato oggi al suo personale e ai suoi cittadini di “esercitare maggiore cautela e limitare i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione“.
Intanto Trump ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social che le autorità iraniane “pagheranno un prezzo elevato” per le uccisioni, e ha esortato la gente a “continuare a protestare”.
Trump sostiene pure che alcuni leader iraniani lo avrebbero contattato per negoziare, ma che “Stati Uniti “potrebbero dover agire, prima di un incontro”, ha scritto.
Stamattina il presidente del parlamento di Teheran che ha avvertito che, se gli Stati Uniti attaccano, sia i centri militari e navali israeliani che quelli statunitensi nella regione saranno considerati “obiettivi legittimi” per le forze armate iraniane.
E l’agenzia di stampa Human Rights Activists News Agency (HRANA) conferma l’uccisione di 2.403 manifestanti, tra cui 12 bambini, e l’arresto di 18.434 manifestanti.

