Oltre 39 milioni di esseri umani moriranno entro il 2050 uccisi da microbi resistenti agli antibiotici. A lanciare l’allarme è il nuovo studio pubblicato su Lancet che un’equipe di specialisti ha condotto sugli agenti patogeni resistenti agli antimicrobici.
E non finisce qui: lo stesso studio prevede che entro quella data altri 169 milioni di decessi saranno causati da infezioni resistenti ai farmaci.
Mohsen Naghavi, professore all’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, tra gli autori dello studio, ha detto:
“Questi risultati evidenziano che la resistenza antimicrobica rappresenta già da decenni una significativa minaccia per la salute globale, e che questa minaccia è in crescita”.
Parliamo di un problema particolarmente grave per gli anziani: tra il 1990 e il 2021 si è registrato un aumento di oltre l’80% dei decessi attribuibili alla resistenza antimicrobica nelle persone con più di 70 anni. Invece i decessi tra i bambini, per identica causa, sono diminuiti di oltre il 50%. Lo studio ha comunque rilevato che ovunque, nella fascia di età superiore ai 25 anni, sta aumentando il numero dei decessi per questo motivo.
Lo studio, che in assoluto è la prima analisi globale sul tema, è stato condotto dal progetto GRAM – Global Research on Antimicrobial Resistance. Oltre 500 ricercatori hanno raccolto e analizzato dati provenienti da 204 contee di continuo per 30 anni. Sulla base di quanto dedotto, i ricercatori prevedono che l’Asia meridionale, l’America Latina e i Caraibi avranno i più alti tassi di mortalità per resistenza antimicrobica entro il 2050.
Tale resistenza si verifica quando i microrganismi che causano malattie generate da batteri, virus o funghi non rispondono più ai farmaci usati per curarli. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’uso eccessivo e improprio degli antimicrobici è la causa principale del problema.
Come evitare questi milioni di morti? Servirebbe una migliore prevenzione delle infezioni, un più agevole accesso all’assistenza sanitaria e, magari, nuovi antibiotici.
La pubblicazione dello studio è tempestiva: il prossimo 24 settembre si terrà a New York un incontro ai vertici delle Nazioni Unite proprio sulla resistenza antimicrobica. Speriamo bene.

