Ricordo di Alberto Benzoni
(Bad Bentheim, 29 marzo 1935 – Roma, 11 gennaio 2026)
La scomparsa del Compagno Alberto Benzoni ci priva di una figura che ha attraversato la politica italiana con una lucidità e una signorilità che oggi sembrano appartenere a un’altra epoca. A novant’anni aveva ancora quella combattività gentile che lo ha reso un punto di riferimento: non cercava riflettori, ma senso; non il potere, ma la responsabilità. Era un socialista dei nostri giorni, capace di tenere insieme memoria e futuro, teoria e militanza, analisi e passione civile.
Iscritto al PSI dal 1957, Benzoni apparteneva alla tradizione della sinistra lombardiana, quella che non ha mai rinunciato al rigore intellettuale e al confronto con tutte le culture della sinistra. Nel 1971 entrò in Campidoglio come consigliere comunale, e dal 1976 al 1981 fu prosindaco di Roma, prima con Giulio Carlo Argan e poi con Luigi Petroselli, contribuendo a una stagione amministrativa ricordata ancora oggi per coraggio, visione e impegno sociale.
Intellettuale raffinato, autore di numerosi saggi sul Socialismo italiano, fu tra i protagonisti dell’esperienza dell’A.R.A. – Azione e Ricerca per l’Alternativa, un laboratorio politico e culturale che riuniva intellettuali come Piero Craveri, Valerio Onida, Massimo Teodori e molti altri. Era un ambiente in cui Benzoni brillava per ironia, intelligenza critica e capacità di tenere insieme mondi diversi.
Nel 1981, insieme a figure come Michele Achilli, Tristano Codignola, Paolo Leon, Marcello Vittorini e Gianfranco Amendola, firmò sull’Avanti! un articolo molto critico verso la linea craxiana. Una scelta che confermò la sua indipendenza di giudizio e la sua fedeltà a un’idea di Socialismo non piegabile alle convenienze del momento. Negli anni successivi continuò a impegnarsi in formazioni socialiste minoritarie, come ‘Risorgimento Socialista-Lega dei Socialisti’, rifiutando sempre di confluire nel PD: una coerenza che non era rigidità, ma fedeltà a un’etica politica.
Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo brillante, ironico, autoironico, capace di sarcasmo intelligente ma mai cattivo. Un Signore della politica, nel senso più alto: misurato, colto, combattivo, sempre pronto a spronare gli altri Compagni ad esserci, a partecipare, a non lasciare la politica nelle mani dell’indifferenza.
Anche negli ultimi anni, sui social, non aveva perso la voglia di discutere, provocare riflessioni, mantenere vivo un filo di dialogo, partecipando al dibattito spesso anche nella mia pagina social. Era rimasto ciò che era sempre stato: un militante della mente e del cuore, un uomo che credeva nella politica come servizio e come responsabilità quotidiana.
Oggi lo salutiamo con gratitudine.
Non se ne va solo un amministratore, uno storico, un socialista: se ne va un esempio di integrità, di passione civile, di libertà intellettuale.
Il modo più autentico per onorarlo è continuare ciò che lui chiedeva a tutti: esserci, pensare, partecipare. Perché la politica – quella vera – non è mai altrove: è nelle nostre scelte quotidiane.
Angioletta Massimino


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Sulla libera bandiera splende il Sol dell’Avvenir….