Nasce da una nuova collaborazione tra il Forte di Bard e l’Agence France-Presse, forse la più autorevole agenzia di stampa al mondo, la mostra fotografica Contrasti: racconti di un mondo in bilico. Se il fine dell’allestimento è quello di scuotere le coscienze e a offrire spunti di riflessione sul mondo contemporaneo, gli organizzatori ci sono perfettamente riusciti.
Negli spazi espositivi del forte al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta (che già di per sé merita una visita) sono raccolte 84 fotografie. Tutte evidenziano le contrapposizioni e le disuguaglianze che segnano la società e i Paesi di tutto il mondo. Dall’economia alla guerra, dalle tradizioni culturali al mondo dell’arte e dello spettacolo, dall’emergenza climatica all’inarrestabile urbanizzazione. Questi sono alcuni dei temi fondamentali del progetto espositivo, ma non gli unici.
Temi che mettono in parallelo non solo contesti diversi e lontani dal nostro quotidiano, ma anche situazioni di contrasto interne alle stesse realtà sociali, spaziando dalle Americhe all’Europa, dall’Asia all’Africa, e nel complesso fornendo un grande (preoccupante) affresco di un mondo sempre più in bilico.
Risultato? Il visitatore/osservatore non può nascondersi di fronte alla cruda realtà dell’immagine. Bambini che ridono giocando sullo sfondo di una Città bombardata, o che usano rottami di missili nemici per andare in altalena, comunque felici, sembrano imporci una sosta di riflessione profonda.
Il contrasto, cercato e magistralmente ottenuto dai fotoreporter, diventa arma tagliente che scuote le coscienze di chi guarda il risultato del loro lavoro, senza interposizione alcuna di parola o ragionamento scritto. Chiamata in causa è la morale di ogni singolo osservatore, che nella sua solitudine di essere pensante non può scappare dall’evidenza dei fatti. Da portarci almeno tutte le scolaresche possibili.
Fa effetto, alla fine del percorso, rendersi conto che questo mondo spaccato è proprio il nostro. E le domande su cosa sia giusto e sbagliato, ve lo garantisco, vi accompagneranno fino a casa. Dove non smetterete di pensare a quanto diversa è la vostra comoda vita da quella di un brasiliano, di un palestinese o di un siriano. Diversa, e più fortunata.

