di Graziano Luppichini.
Penso che Berlusconi abbia rappresentato, più che i valori del socialismo meneghino ed italiano, il sogno del maschio italiano medio o mediocre. Furbizia, corruzione, soldi, sesso, ricchezza smodata e potere, il tutto spesso condito da tanta ignoranza, cafonaggine e goffaggine al punto da far vergognare la Nazione. Ne riconosco le indubbie capacità imprenditoriali, non certo equiparabili né ad Olivetti né a Mattei. L’amicizia con la famiglia Craxi fu cosa diversa dal considerare il Cavaliere un socialista, è lo dimostrò nei momenti dell’inchiesta Mani Pulite con i suoi endorsement al Pool di Di Pietro, Davigo e Colombo. Comunque che la terra ti sia lieve. R.i.p.


1 commento
Ciascuno può legittimamente avere la propria opinione sul Berlusconi politico, ma due aspetti di tale suo ruolo mi sembrano difficilmente contestabili, il primo dei quali, tutt’altro che irrilevante, è l’aver offerto un’alternativa a quanti, in quel tormentato 1994, non volevano votare a sinistra, tanto che non pochi socialisti si schierarono con lui vedendovi un paladino del garantismo (e sappiamo quanta voglia e bisogno di garantismo vi fosse allora tra i socialisti, almeno quelli che non si spostarono verso i nostri “accusatori”).
Mi sembrerebbe poi abbastanza arduo non riconoscergli una dote importante ed “istruttiva”, attestante altresì una mentalità liberale che non dovrebbe spiacere ai socialisti, ossia quella di aver dimostrato che può esercitarsi un duro scontro politico senza astio e livore nei confronti dell’avversario, quando molti dei suoi critici ed oppositori, se non “odiatori”, gli hanno invece riservato giudizi “incattiviti” e colmi di rancore, trasformandolo in un pericoloso “nemico” (come del resto era già capitato per il Segretario del PSI).
Paolo Bolognesi 14.06.2023