L’accordo c’è.
Il luogo è stata la assemblea nazionale dei liberaldemocratici di sabato scorso.
I protagonisti sono stati Luigi Marattin e Carlo Calenda.
“Le forme le decideremo insieme nei prossimi mesi”, ha dichiarato Marattin “coinvolgendo le nostre rispettive comunità. Che già da tempo lavorano insieme, anche sui territori, su una stessa visione di società e su stesse proposte concrete. Io penso che stavolta, a differenza del passato, ci siano le condizioni per fare non un progetto elettorale, ma un progetto politico, la casa dei liberaldemocratici e dei riformatori italiani, che duri anche quando noi attuali protagonisti saremo passati a fare altro nella vita”.
IL corpo che sta prendendo il progetto politico è oggi più sostanzioso rispetto a quello che, nel 2023, vide la Associazione Socialista Liberale federata con Azione in una partnership che è ancora valida e duratura.
“A febbraio,” ha dichiarato il Presidente Oreste Pastorelli, ci sarà un grande ressemblement che metterà insieme tutte le culture politiche che hanno nei loro progetti il superamento del bipopulismo. E noi ci saremo”.
Le parole di Pastorelli fanno eco a quelle di Marattin: “Andremo con chiunque sia alternativo bi-populismo”.
Non come, ma dove è la rotta che la bussola della politica, al momento, detta ai socialisti liberali.
“Le forme sono tutte da vedere”, ha aggiunto Pastorelli, “ma quello che sta nascendo è un’area terzopolista credibile e autorevole. È esattamente l’obiettivo che ci ponemmo nel dicembre 2022 quando costituimmo la Associazione Socialista Liberale. A Montegrotto, a ottobre, abbiamo assunto le vesti di movimento politico, e a febbraio con Azione, con i Liberaldemocratici e con le altre forze che ci staranno noi ci saremo”.

