Siamo a Évian-les-Bains, sulla sponda francese del Lago di Ginevra, dove si sta celebrando un G7 che può segnare una svolta alla storia di questi mesi.
Un possibile nuovo equilibrio geopolitico globale è all’orizzonte.
Il vertice, dal 15 al 17 giugno 2026, che riunisce le 7 grandi potenze mondiali ha all’ordine del giorno il tema della pace: Ucraina e Iran.
Per ora è toccato al conflitto con l’Iran.
Donald Trump è arrivato con in tasca un memorandum d’intesa raggiunto con l’Iran dopo intensi colloqui.
I due contendenti hanno concordato un accordo di pace preliminare per porre fine alla guerra che si trascina da tre mesi e mezzo su tutti i fronti, incluso il Libano.
L’accordo definitivo dovrebbe essere firmato venerdì 19 giugno a Ginevra, in Svizzera.
Il Pakistan, mediatore chiave nell’intesa, ha annunciato: “A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l’accordo di pace tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran è stato raggiunto.”
Dallo sblocco dei fondi (16 miliardi di dollari congelati in Quatar) al nucleare l’intesa ha diversi punti chiave.
I paesi europei esultano anche se la Meloni non è stata trattata più come la diva del momento.
Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno accolto con favore la svolta diplomatica, parlando di una “opportunità per ricreare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale”.
Ora è tutto da rimandare al passaggio finale di Ginevra alla conclusione del summit.
Speriamo che sotto il profilo economico ci sia subito il calo del costo del petrolio e il conseguente calo dei prezzi al consumo che hanno condizionato e arrecato affanno alla nostra economia.
Grande assente la transizione democratica dell’Iran.
Quella che, a detta di Trump, sembrava la prima vera causa della guerra è apparsa subito una scusa ed è scomparsa di scena.
Ma del resto chi ci aveva creduto.
“Ora tocca all’Ucraina” ha detto Trump.
Ma Putin è più tosto degli Ayatollah.
Altra variabile impazzita è Netanyahu che sembra fregarsene degli equilibri internazionali, della pace del mondo, degli altri stati.
È un pazzo proiettato nella sua carneficina di odio verso tutto ciò che non sia ebraico e israeliano.
Vedremo subito cosa farà, se cesserà il fuoco in Libano, a Gaza o continuerà nella sua opera di distruzione e morte.

