Possono farlo tutti. Puoi farlo anche tu. Digiti www.whitehouse.gov e sei nella pagina ufficiale della Casa Bianca. E puoi chiedere a Mr. Trump di mandarti le newsletter in diretta dal numero 1600 di Pennsylvania Avenue, Washington D.C.
E cosa ti arriva direttamente nella casella email? Questo:

Benvenuto nell’Età dell’Oro. Ah, che meraviglia. Tutti contenti? Eh no, a questo punto non mi basta. Voglio capire di quanti carati è fatto questo “oro”. E allora navigo nel sito della Casa Bianca e trovo la pagina principale, quella in cui la Trump Administration ti spiega quali sono i capisaldi della nuova Età dell’Oro. Vediamoli insieme.
Ad accoglierti nella Casa Bianca virtuale c’è un’immagine che parla da sola. E sul piano del marketing è impeccabile. Ma c’è da chiedersi se devo comprare una macchina o fidarmi di un presidente. Chissà se gli americani capiscono la differenza tra le due cose. Ma tant’è.

Mr. Trump ti accoglie con una dichiarazione entusiasta, capace di procurare un rapido orgasmo ai suoi sostenitori (77 milioni):
“L’America è tornata. Ogni singolo giorno combatterò per te, con ogni mio respiro. Non avrò pace finché non avremo realizzato l’America forte, sicura e prospera che i nostri figli meritano e che voi meritate. Questa sarà davvero l’età dell’oro dell’America”.
L’America è tornata. Perché, dov’era andata? E Donald dichiara che non avrà pace? E ce ne siamo accorti: è indiscutibile che la Pace non sia affatto tra le sue priorità. E come funziona la storia dell’oro? Tutti appassionatamente nel Klondike a cercare pepite? Allora trovo la pagina con le Priorità del nuovo governo:
“Il presidente Trump è impegnato a ridurre i costi per tutti gli americani, a proteggere i nostri confini, a liberare il dominio energetico americano, a ripristinare la pace attraverso la forza e a rendere tutti gli americani ancora una volta sicuri e protetti“
Quindi la sceneggiata obbrobriosa di ieri nella Stanza Ovale era prevedibile. Allora perché Zelenski ci è andato? Non l’ha visitato il sito web della Casa Bianca? Ci riesco io da Torino, e non lui da Kiev? Non so Volodimir, ma io con uno che manipola in modo così becero il sacro motto latino del Si vis pacem Para bellum non ci avrai mai parlato. Non si parla con gli imbecilli: ti trascinano al loro livello e ti battono con l’esperienza. Lo diceva Mark Twain, non il barista sotto casa mia. Eppure Volodimir non ci ha pensato. Mannaggia.
Eppure ancora non sono convinta. Non è possibile che 77 milioni di americani abbiano votato un evidente pagliaccio. Lui sì, comico vero. Mica Zelenski.
Allora continuo a cercare tra le pagine web della White House qualcosa che possa accendere un barlume di ammirazione personale nei confronti del 47# presidente degli USA. E cosa trovo? Queste dichiarazioni:
– Il Dipartimento di Giustizia introdurrà la pena di morte come punizione adeguata per i crimini atroci contro l’umanità, compreso chi ammazza gli agenti delle forze dell’ordine, e compresi i migranti illegali che mutilano o uccidono americani;
– Il Presidente scatenerà l’energia americana ponendo fine alle politiche di estremismo climatico di Biden, semplificando le autorizzazioni e rescindendo tutte le normative che impongono oneri eccessivi sulla produzione e sull’uso di energia;
– L’America non sarà più obbligata verso le organizzazioni straniere per la nostra politica fiscale nazionale, che punisce le imprese americane;
– Il presidente Trump compirà una serie senza precedenti di ordini esecutivi di rescissione;
– il Dipartimento di Stato terrà una politica estera che metterà l’America davanti a tutto;
– I monumenti americani verranno nominati per onorare adeguatamente la storia della nostra nazione.
Mi fermo qui. Mi chiedo se, a proposito di storia, Mr. Trump abbia mai studiato le origini della sua tanto amata America. Chissà se ricorda che proprio gli americani sono stati il primo popolo organizzato costituito interamente da migranti, gli stessi che ora lui vuole punire con la pena di morte. Chissà se ricorda che gli Stati Uniti sono tali proprio perché uomini ben più assennati di lui vollero una Federazione di Stati più democratici di quelli europei, da dove erano partiti a bordo della May Flower attraversando l’Atlantico, gli stessi cui oggi lui vuole impedire di unirsi in confederazione.
A Roma le chiamano fregnacce. Io, che non sono romana, le chiamo demenze senili. Demenze senili sostenute, però, da 77 milioni di voti.
Quelli che il mondo ha visto ieri in diretta dalla Stanza Ovale sono livelli di diplomazia così bassi che non si vedevano da secoli. Perfino l’ultimo dei vassalli di Carlo Magno non avrebbe saputo fare di peggio. Perché Zelenski ci è andato, a casa del diavolo? Chi lo ha consigliato così male?
“Devi essere riconoscente“, hanno ripetuto più volte Trump e Vance a Zelenski. “Non sei nella posizione per essere ingrato“, gli hanno intimato.
Ora un vero statista, quello lungimirante, prevede che se oggi hanno detto questo a Zelenski, domani lo diranno a tutti gli altri capi di Stato che hanno finora beneficiato di Piano Marshall e supporto NATO. Macron, hai capito? E Meloni, pure tu, lo capisci?
A.A.A. statista lungimirante cercasi. Astenersi perditempo.


3 commenti
Il GAMA cambia il mondo. Sempre a pro del capitalismo.
Anche il modo è importante. E se diventa un “modus operandi” ciò che accade perde la patina di inciviltà che lo distingue.
Io non ci avevo pensato, ma quello che mi ha detto stamani Matilde, la moglie di un caro compagno, mi induce a riflettere.
“E se fossero d’accordo – Trump e Zelensky – su questo teatrino che stanno facendo, col fine di accollare agli europei i costi della “protezione2 dell’Ukraina?”
Beh ma allora vale tutto.
Faccio lo stesso gioco:” se fossero d’accordo Putin e Zelensky? Hanno fatto il gioco della guerra per affondare l’UE”.
C’è lo stesso grado di perversione morale.
Pensare che il presidente ucraino dopo tre anni da incubo rifiuta di arretrare di fronte al fascistello/camorrista della casa bianca per accollare i costi sull’Europa ha tutto il sapore della propaganda russa. Tutto. Gli stessi concetti, veicolati nello stesso modo. Cioè escludendo il principio di realtà.
Andiamo bene.
Putin e Zelensky non mi pare.
Quando vado a Livorno passo dalla Via Aurelia e osservo la base USA di Camp Derby.
Durante la prima presidenza Trump i giornali locali scrissero che metà della base sarebbe stata restituita all’Italia.
In effetti Camp Derby appariva spoglio e quasi abbandonato. All’inizio del 2022 vado a Livorno. Camp Derby mi stupì: era strapieno di ogni tutto un po’. Io avevo ancora in mente la “semi dismissione”. Non mancò molto all’invasione dell’Ukraina. E i materiali stipati a Campo Derby furono spostati.