di Francesco Ruvinetti
Quello che è accaduto il 25 aprile è di una gravità inaudita che va oltre l’antisemitismo e che chiama in causa la natura della sinistra di oggi, i suoi principi, la sua storia. La domanda che dobbiamo porci è: esiste ancora la sinistra? Quella sinistra i cui principi fondanti sono la libertà, la solidarietà, la lotta ai tiranni e ai popoli oppressi? Quella sinistra che i socialisti hanno fondato in Italia e in Europa? Come è stato possibile che i rappresentanti di due popoli oppressi da due regimi criminali come quelli iraniano e ucraino siano stati cacciati dalla festa della liberazione che, anche se come ha ricordato Anna Harendt liberazione non significa libertà, dovrebbe essere la festa della libertà? E come è stato possibile cacciarli con l’accusa di essere nazisti? La stessa accusa usata da Vladimir Putin e dai russi invasori? Una accusa usata per giustificare l’incarcerazione, la sottomissione e la rieducazione di un popolo di 44 milioni di abitanti? Perchè questo è quello che, nelle intenzioni di Putin, doveva verificarsi nell’arco di due settimane. Una volta occupata la nazione si doveva procedere alle accuse sommarie, alle impiccagioni di piazza e alla trasformazione dell’Ucraina in un campo di concentramento sotto il controllo dei carri armati e delle truppe di occupazione, come fu in Italia con l’invasione nazista. La liberazione utilizzata per giustificare l’invasione e l’oppressione. Non è una enormità? Per non parlare degli iraniani che sono stati massacrati in 40mila nell’arco di 15 giorni. Tanti quanti sono stati i morti italiani nella guerra di liberazione. Una vera e propria strage in quelle piazze che dovrebbero essere usate per festeggiare e osannare la libertà. In quelle piazze che il movimento operaio italiano ha usato dal 1892 ad oggi come luogo di protesta per rivendicare i propri diritti e la propria libertà. E’ possibile tollerare ancora che milioni e milioni di putinani-nazisti (questi si) continuino a infestare il dibattito pubblico senza provare alcuna vergogna? Anzi, insultando tutti noi ogni giorno sui social? Io penso che dobbiamo reagire.

