Non importa se il 1 maggio festeggiamo il ricordo della conquista delle otto ore lavorative, iniziata proprio in quel giorno del 1867 nello stato dell’Illinois, o se ricordiamo la rivolta di Chicago, di venti anni dopo, nei giorni in cui in molti stati americani si protestava affinché le otto ore fossero estese a tutti gli Stati Uniti.
Quel che interessa sono i valori che questa data simbolica rappresenta e che incarnano il lavoro non come una forma di sfruttamento da parte del capitalismo ma come uno strumento di emancipazione della persona.
Ce ne sono voluti di anni e c’è ancora tanto da fare, ma tappe fondamentali come il nostro Statuto dei Lavoratori, che i comunisti non vollero votare, indubbiamente hanno segnato importanti passi avanti sul percorso del progresso della tutela dei lavoratori.
Qualcosa però è rimasta ferma al palo e dolorosamente, ogni anno, registra numeri drammatici e inquietanti.
Nello 2023 sono state 1.041 le vittime sul luogo di lavoro e 585.000 gli infortuni e, nei primi 3 mesi del 2024, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail sono state 145.130 (+0,4% rispetto al primo trimestre 2023), delle quali 191 con esito mortale (-2,6%).
Dati ancora elevati e allarmanti specie alla luce della introduzione, negli ultimi anni, di norme stringenti sul tema della sicurezza del lavoro.
Ma evidentemente non è bastato.
E allora se dovessi pensare a uno slogan, per questo piovoso 1 maggio del 2024, non sarebbe certo una frase che faccia riferimento a contratti o salari ma che ricordi le vittime ed evochi più sicurezza.
1 maggio, per un lavoro sicuro.
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Vice Direttore. Nato nel 1956, studi classici e poi laurea in giurisprudenza, oggi è avvocato nella sua città, patria di Ovidio e Capograssi: Sulmona. Da bambino, al seguito del padre ingegnere, ha vissuto, dall’età di 6 sino ai 12 anni, in Africa, tra Senegal, Congo, Ruanda, Burundi, rimanendo anche coinvolto nelle drammatiche vicende della rivolta del Kivu del 1967. Da pochissimi anni ha iniziato a cimentarsi nell’arte della letteratura e ha già pubblicato quattro romanzi: “La Foglia d’autunno”, “L’ombra dell’ultimo manto” "I leoni siamo noi" (a quattro mani con la giornalista Francesca Di Giuseppe) e "Virgilia". Quest'ultimo vincitore del premio letterario internazionale Ovidio edizione del 2024. Giornalista pubblicista è anche opinionista del Riformista, di Mondoperaio, del Nuovo Giornale Nazionale. Impegnato in politica è attualmente membro del movimento Socialista Liberale.

